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Autorretrato de ciudad invisible

In questo primo Ep “Autorretrato de ciudad invisible” è come se si riunissero i pezzi di una specie di mosaico, innaturale e nudo, le radici delle parole scritte e cantante nello spazio di una città senza limite, fatta di simboli che cambiano costantemente, e per questo invisibile.
Alla maniera dei “concept album” degli anni settanta, qui dentro c’è una storia, abbozzata, canzone dopo canzone.
Quando ho scritto il disco pensavo quasi a una cronaca emozionale dei miei primi anni a Barcellona, così vicini nel tempo e tanto lontani nella memoria. Per farlo però ho preferito registrarlo in un posto diverso, dalla lontananza, e sono capitato nella spietata campagna casertana, con dei musicisti eccezionali, che non sapevano nemmeno cosa stessero suonando, ma che poi sono diventati subito partecipi dell’atmosfera “notturna” delle canzoni.

 


Alessio Arena, Autorretrato de ciudad invisible 
2010, Alessio Arena

1. El mar sobre Barcelona
2. Canción para Jean Genet
3. Otra ventana abierta
4. Despertar
5. Hablando a solas

 

Hanno suonato:
Michele Signore (violino, arrangiamenti, direzione)
Pasquale Ziccardi (chitarre)
Giosi Cincotti (piano, keyboards, fisarmonica)
Vincenzo Lamagna (contrabasso)
Almerigo Pota (tromba)
Marco Sfogli (chitarre)
Peppe Vertaldi (percussioni)

Registrato e mixato al PomiMusic di San Marco Evangelista (Caserta) nel settembre 2009

 

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Autorretrato de ciudad invisible por Alessio Arena se encuentra bajo una Licencia Creative Commons Atribución-NoComercial-CompartirIgual 3.0 Unported.

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23 Set
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