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La sirena di New York, vita e mito di Gilda Mignonette

È l’8 giugno del 1953 e il transatlantico “Homeland” ha da poco attraversato lo stretto di Gibilterra, raggiungendo quel punto del Mediterraneo descritto dalle seguenti coordinate: latitudine 37′ 21′ Nord. Longitudine 4′ 30′ Est, le stesse che saranno riportate sul certificato di morte della più celebre passeggera della vecchia nave, la cantante Gilda Mignonette.

Alessio Arena La sirena di New York

Illustrazione originale di Marcella Onzo

 

Quasi settantenne, ammalata e consumata dall’alcol, Donna Gilda non riesce a rivedere quella Napoli che ha portato nel mondo e sul ricordo della quale ha costruito un patrimonio di appassionate canzoni, che l’hanno resa “Regina degli emigranti”.

Il suo ultimo viaggio è raccontato attraverso le voci di coloro che sono stati fedeli spettatori della sua vita di lussi e di miserie personali, del carteggio con Federico García Lorca, conosciuto una notte a Long Island, delle sue sfrenate passioni, di scontri con gangsters e con l’FBI, di una fama irrefrenabile, ma piena di insidie, come la città che ne fu il palcoscenico di riferimento, la luccicante New York dei Roaring Twenties.

 

Questo spettacolo è porposto in due possibili formazioni:

*Versione Solo (voce e chitarra, letture, proiezioni)

*Versione Trio (voce, e due violoncelli: uno moderno, con sintetizzatori ed effetti, l’altro classico) offre colorate descrizioni dell’ambiente dei café-chantant dell’epoca, delle riviste, dei primi italiani d’America, e cerca di proporre non solo una personalissima e moderna interpretazione del repertorio della Mignonette, ma anche della mitologia costruitasi attorno a questa Edith Piaf ante litteram

Data →
12 set

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